Il progetto fotografico esplora il concetto greco di Ananthèō, “rifiorire”, come movimento interiore che segue un’esperienza di perdita e di trasformazione profonda. Le immagini attraversano silenzi, sospensioni e germogli inattesi, raccontando il momento in cui ciò che sembrava spezzato comincia a ricomporsi in nuove forme. In questo percorso visivo, l’assenza diventa seme di consapevolezze rinnovate: l’infinità dello spirito, la continuità dei legami, l’impossibilità di un addio definitivo. Ananthèō diventa così un inno alla possibilità di rinascere, di fiorire ancora, di lasciarsi trasformare dalla vita in forme sempre più ampie e profonde.
Il progetto fotografico si articola in quattro capitoli:
1. Disperso e presente, dove l’identità appare come vibrazione fragile, un io che trema e si ricompone nei suoi stessi frammenti.
2. Mono no aware, che, ispirandosi all’omonimo concetto estetico giapponese, contempla l’impermanenza come forma sottile di bellezza, accogliendo la perdita come passaggio e rivelazione.
3. Nei tuoi occhi vedo le Pleiadi e le stelle cadenti, in cui lo sguardo diventa luogo d’incontro tra esperienza e mistero, tra il dolore che trasforma e la luce che orienta.
4. Ananthèō, il momento della rinascita: un soffio di luce che decanta la sofferenza e apre alla possibilità di una fede interiore, fragile e luminosa, come un nuovo inizio.
Serie fotografica, 1-48 immagini (2018-2025)